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in de buurt Villaggio Badia, Lombardia (Italia)

Località di partenza: Brescia (149 m)
Lunghezza: 73,2 km
Quota massima: 962 m
Dislivello complessivo in salita: 1211 m
Ciclabilità: 100% - 50% asfalto e 50% sterrato
Arrivo: Brescia (149 m)
Acqua lungo il percorso: SI - ciclabile del Mella - Pilzone - Iseo - Paderno
Come arrivare: dal casello di Brescia Ovest si seguono le indicazioni stradali per la Val Trompia – via Orzinuovi. Imboccata la tangenziale Ovest si esce al bivio indicante Gussago, Cellatica e Centro. Alla rotonda si gira a sinistra imboccando via Milano e alla rotonda successiva si prosegue ssempre dritto su via Valcamonica. Giunti al semaforo si gira a destra su via Albertano da Brescia poi a sinistra su via Baitelli e infine a destra su via Arimanno dove ci sono alcuni parcheggi.
22/06/2016. Lasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a pedalare lungo via Arimanno poi giriamo a sinistra su via Valcamonica oltrepassiamo il ponte sul fiume Mella e giriamo a sinistra imboccando la pista ciclabile sterrata. Pedaliamo velocemente mantenendo il Mella sulla nostra sinistra mentre la tangenziale Ovest rimane sulla destra. Continuiamo così per 11,6 km fino ad arrivare a Villa Carcina dove oltrepassiamo il ponte sul Mella e ci portiamo sull’altra sponda. Giunti alla confluenza del torrente Gobbia oltrepassiamo il ponte e pedaliamo sull’argine di sinistra. Proseguiamo sempre in piano fino a Sarezzo dove un altro ponte ci riporta sull’argine di destra. Arrivati in località Ponte Zanano lasciamo la pista ciclabile e imbocchiamo, sulla sinistra, via Gozzano. Dalla partenza a qui abbiamo percorso 16,8 km superando 160 metri di dislivello. Seguiamo via Gozzano, giriamo al primo bivio sulla destra e dopo la curva verso sinistra imbocchiamo un piccolo stradello ciclopedonale posizionato fra due capannoni industriali. Grazie a questo stradello raggiungiamo via Seradello (SP48) dove giriamo a sinistra. La strada è poco trafficata e si snoda mantenendo il torrente Gombiera costantemente sulla nostra sinistra. Oltrepassiamo la località Gombio e giunti nei pressi di Polaveno teniamo la destra seguendo le indicazioni stradali per Polaveno, Iseo e Valcamonica. Proseguiamo in salita fino a Zoadello dove giriamo a destra imboccando via Santa Maria del Giogo e seguendo l’indicazione stradale per Santa Maria. La strada sale con più decisione, i primi 100 metri hanno una pendenza media del 12,6% e dopo aver percorso 1,6 km con pendenza media del 9,4% al tornante proseguiamo dritto e imbocchiamo la carrareccia sterrata che porta al Santuario. I primi 100 metri hanno una pendenza media del 15,5% poi la strada si spiana fino alla cappelletta. Da qui affrontiamo due salite belle dure e finalmente arriviamo a Santa Maria del Giogo. Dall’inizio dello sterrato a qui abbiamo percorso 1,7 km superando un dislivello di 140 metri con una pendenza media del 9,7%. La vista da quassù toglie il fiato (non solo per la fatica fatta) e scattiamo numerose foto. Dopo questa breve pausa proseguiamo in discesa, fino ad arrivare alla trattoria dove ci fermiamo in compagnia di Francesco e Rinaldo per un caffè sulla terrazza con vista sul lago. Consigliamo una sosta in questo posto per gustarsi il magnifico panorama dall’alto dell’opera The Floating Piers. Riprendiamo il nostro bel giro su asfalto e, dopo aver indossato i giubbetti antivento, ci lanciamo lungo questa strada panoramica fino al bivio dove, su indicazioni di Francesco e Rinaldo che conoscono bene il posto, prendiamo una deviazione sulla sinistra verso la località Nistisino. Finora siamo molto soddisfatti del percorso e anche questo tratto in mezzo alla natura è veramente. Giunti ad un bivio giriamo secco a destra e imbocchiamo uno stradello acciottolato in forte discesa. Ci fermiamo per fotografare le Floatting Piers e poi riprendiamo la discesa stando molto attenti a non scivolare sui ciottoli che in alcuni punti sono umidi. Finito questo tratto tecnico ritroviamo l’asfalto. Qui si divide la nostra strada. Francesco e Rinaldo proseguono per raggiungere Sulzano, mentre noi proseguiamo verso Pilzone. Proseguiamo in discesa su via Camontaro, passiamo sotto alla superstrada SPBS510 e giunti ad un tornante imbocchiamo sulla sinistra via Valeriana. La strada riservata a pedoni e biciclette, si restringe ed è necessario prestare molta attenzione ai pedoni che, in occasione delle Floating Piers, raggiungono Sulzano provenendo da Pilzone. La strada si mantiene in falsopiano poi inizia la discesa che ci conduce a Pilzone dove ci fermiamo un momento ad una fontanella per ricaricare le borracce. Giunti su via Vittorio Veneto giriamo a destra in cerca del parcheggio per le biciclette. Purtroppo gli agenti che bloccano la strada a pedoni e biciclette ci dicono che, a prescindere dalla notizia reclamizzata sui giornali, non esiste alcun parcheggio custodito, nemmeno a pagamento e ci suggeriscono di legare le biciclette al guardrail nei pressi dell’area dove sono parcheggiate le loro auto di servizio. Seguiamo il suggerimento e poi prendiamo la navetta verso Sulzano che sta arrivando proprio in quel momento. Giunti a Sulzano ci avviciniamo alle transenne che delimitano la coda dei visitatori in attesa di accedere alle Floating Piers. Il pannello digitale indica un tempo d’attesa di un’ora e mezza. Il tempo è indicativo, perché, anche se c’è molta gente, il flusso avanza lentamente, ma in modo costante e con tanto spazio tra le persone che ci permette, con un po’ di slalom, di avanzare rapidamente. In circa 15 minuti raggiungiamo l’accesso alla prima passerella. The Floating Piers è l’opera dell’artista americano di origine bulgare Christo e consiste in vari ponti galleggianti che collegano Sulzano a Peschiera Maraglio e successivamente all’isola di San Paolo per una lunghezza totale di 3 km. Il primo tratto, lungo circa un chilometro, lo percorriamo abbastanza agevolmente, fermandoci ogni tanto per scattare qualche foto. Giunti a Peschiera Maraglio troviamo subito una strozzatura sul percorso creata dal passaggio stretto causato anche da un mezzo di soccorso in sosta e dall’accesso ai primi negozi. Superato questo tratto proseguiamo un po’ più spediti sulla terra ferma, anche questa ricoperta dall’immancabile telo giallo dalia, fino all’imbocco della passerella successiva. In questo tratto si procede abbastanza speditamente. La passerella taglia in diagonale puntando direttamente all’isola di San Paolo, proprietà della famiglia Beretta. Siamo contenti di aver portato con noi le borracce piene d’acqua, perché oggi è la prima vera giornata di caldo estivo. Su questa passerella ci sono molte meno persone e possiamo camminare di buon passo. E’ una strana sensazione, sembra di camminare su un materasso, e quando passano i traghetti o i motoscafi si percepisce pienamente il moto ondoso. Dall’inizio della passerella all’isola di San Paolo ...continua su http://gianolinibike.it/node/6173

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